Esperienza LATTES GRINZANE

Dall'11 al 13 ottobre 2019 ho partecipato agli eventi della nona edizione del Premio Bottari-Lattes Grinzane. Da allora sono passati un po’ di mesi, ma il ricordo di quell’esperienza è ancora così vivo nella mia quotidianità che ho deciso di vincere la mia riservatezza e rendervene partecipi. Chissà che un giorno anche qualcuno di voi non si senta invitato dalla propria insegnante a far parte di un gruppo lettura e non decida di aderire dopo aver letto il mio articolo.

Tutto è iniziato venerdì 11 ottobre quando sono arrivata in stazione a Torino e ho incontrato la tutor di noi studenti delegati e gli altri ragazzi.

Subito siamo andati al Teatro Sociale di Alba dove abbiamo assistito alla Lectio Magistralis dello scrittore giapponese Haruki Murakami, vincitore della Sezione "La Quercia" Lattes Grinzane. Nella sua conferenza intitolata Un piccolo falò nella caverna, ha raccontato in che modo scriva i suoi romanzi e quale sia il significato che lui attribuisce alla scrittura e alla lettura.

Ha spiegato che il romanzo offre conforto e svago all'angoscia e ai tormenti dell'animo umano, così come, durante il Paleolitico, una storia raccontata nelle tenebre di una caverna permetteva agli ascoltatori di dimenticare momentaneamente la fame e la paura. Quindi, per lui il racconto è un piccolo falò che illumina il buio dell'anima e la missione dello scrittore è quella di illuminare gli angoli oscuri di tante caverne in tanti posti del mondo per dare così sollievo e gioia agli uomini.

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Haruki Murakami         

Mi ha particolarmente affascinato quando ha spiegato il suo metodo di scrittura. Murakami, infatti, non segue un piano stabilito, ma all'inizio scrive in modo impulsivo piccoli brani che poi mette in disparte. Trascorso del tempo, alcuni di questi testi sono elaborati dal suo inconscio e affiorano alla coscienza, allora Murakami li riprende e ne fa il punto di partenza di una storia.

Durante la scrittura dei suoi romanzi non definisce una trama precisa, ma continua spontaneamente a scrivere senza un programma prestabilito.

Riesce a trasmettere al lettore un senso di sorpresa e di attesa nei confronti del racconto, poiché neppure lui è a conoscenza del seguito.

È stato interessantissimo ascoltare il suo discorso e adesso non vedo l'ora di conoscere attraverso i suoi libri uno scrittore di cui non avevo mai sentito parlare.

Dopo la Lectio siamo andati in albergo per la notte.

Il sabato mattina, insieme ad altre scuole, abbiamo incontrato gli autori dei 5 libri finalisti della Sezione "Il Germoglio": Roberto Alajmo, Jean Echenoz, Yewande Omotoso e Alessandro Perissinotto. Purtroppo Christoph Ransmayr non ha potuto esserci. In questa occasione gli autori hanno parlato dei loro libri e noi abbiamo rivolto loro alcune domande. Questo confronto è stato molto stimolante, perché mi ha permesso di capire più a fondo il significato dei romanzi che ho letto e di cogliere quelle sfumature che mi erano sfuggite. Inoltre, le domande degli altri ragazzi mi hanno offerto alcuni interessanti spunti di riflessione.

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Roberto Alajmo

Nel pomeriggio ci siamo trasferiti al Castello di Grinzane Cavour per la Cerimonia finale del Premio Lattes Grinzane. Noi eravamo seduti sul palco, alcuni ragazzi hanno rivolto delle domande agli autori e altri hanno consegnato loro il premio di finalista. Io avrei dovuto farlo con Ransmayr, ma lui non c'era; quindi ho accompagnato il ragazzo che ha annunciato il vincitore. Questa cerimonia ufficiale era stata organizzata molto dettagliatamente, quindi non c'è stato spazio per un momento di confronto libero con gli autori. Tuttavia, durante il successivo aperitivo, mi è stato possibile parlare direttamente con gli scrittori, chiedere autografi e fare foto insieme a loro. Dopo, siamo andati a cena insieme a tutti i membri della Fondazione Bottari Lattes e agli autori. E la domenica mattina siamo tornati a casa.

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Yewande Omotoso

Questa esperienza è stata molto significativa, perché, grazie al confronto con gli altri ragazzi, mi ha permesso di conoscere anche il loro punto di vista e arricchire la mia prospettiva. Io penso che sia sempre un bene aprirsi a nuovi stimoli, anche se ciò richiede spesso impegno e forza di volontà. Le esperienze come questa, infatti, sono un'occasione di crescita personale e di sviluppo del proprio pensiero critico. Inoltre insegnano a maturare a ad assumersi le proprie responsabilità.

Conoscere persone nuove mi ha dato maggior sicurezza, perché ho dimostrato a me stessa di riuscire a gestire bene situazioni inconsuete e non familiari.

Non sono mancati, inoltre, momenti di divertimento e leggerezza; infatti, noi ragazzi delegati abbiamo stretto amicizia. Per me, ciò è stato importante, perché mi ha fatto vivere questa esperienza in serenità e allegria.

Sono molto felice di aver partecipato e ringrazio sinceramente le persone che me lo hanno permesso. 

Sofia Contino - Classe IV Liceo Scientifico 

ISILTP

Istruzione Liceale Tecnica e Professionale

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